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Blog di opinioni sull'INTER di TuttoInter.com

31 marzo 2008

Falsa testimonianza ...

Processo Gea, il pm: «Capello e Giraudo a processo per falsa testimonianza»

L'ex allenatore e l'ex ad della Juve considerati reticenti

ROMA - Si accende il processo sulla Gea e i fatti di Calciopoli. Luciano Moggi viene richiamato in aula. E per Fabio Capello e Antonio Giraudo viene richiesto il processo per falsa testimonianza.

MOGGI - L'ex dg della Juventus, Luciano Moggi, uno degli imputati al processo sui presunti illeciti della Gea, è stato «ammonito formalmente», con minaccia di espulsione dall'aula, dal presidente della decima sezione del tribunale Luigi Fiasconaro per dei segnali con la mano rivolti al testimone Franco Baldini, ex ds della Roma e attuale general manager dell'Inghilterra.

«SEGNALI MINATORI» - Mentre rispondeva ad una domanda su un colloquio avuto con Moggi nel 2001 in occasione di una cena di Natale della Federcalcio, Baldini si è rivolto all'ex dirigente bianconero, seduto accanto al suo difensore Marcello Melandri, e gli ha detto: «Luciano, hai diciotto avvocati, se mi lasci in pace... ho già dato con te». Alla richiesta di spiegazioni da parte di Fiasconaro, il teste ha dichiarato che il riferimento era ad alcuni atteggianti definiti come «soliti segnali minatori che mi sta facendo e che ha sempre fatto».

LE RIVELAZIONI - Baldini stava palando di un colloquio in cui Moggi lamentava le difficoltà della Gea ad acquisire le procure dei giovani del vivaio giallorosso. Fiasconaro ha invitato tutti i presenti ad evitare gesti, battute e accenni di qualsiasi genere.

LE SCUSE E IL CONTRATTACCO - Lo stesso Moggi poi ha ritenuto di doversi giustificare con il giudice: «Mi scuso con la corte - ha detto - , ma devo dire che ho subito di tutto per il solo fatto di aver lavorato». Moggi, che ha chiesto e ottenuto di fare dichiarazioni spontanee, è poi passato al contrattacco e ha ricordato il caso del passaporto falso al calciatore Alvaro Recoba che aveva come procuratore, prima del suo incarico alla Roma, lo stesso Baldini. «La procura federale - ha detto Moggi - lo ha deferito perchè Recoba fu trovato in possesso di un passaporto falso. Il 25 maggio del 2007 l'Inter è stata condannata e anche il dirigente Gabriele Oriali a sei mesi e poi la pena è stata mutata in sanzione pecuniaria».

CAPELLO IN AULA - «Non so nulla di pressioni della Gea o di altri procuratori affinchè alcuni giocatori arrivassero in una squadra». Così l’allenatore della nazionale inglese, Fabio Capello, nel corso della sua testimonianza al processo Gea. «Il conflitto, negli anni in cui sono stato alla Roma, non era solo con la Juventus - ha continuato Capello - ma anche con il Milan, l’Inter. Eravamo una squadra competitiva, che correva per vincere, anche i dirigenti erano impegnati a difendere la maglia». Rispetto alla Gea, il ct dell’Inghilterra, ha spiegato: «Sapevo solo che esisteva, non sapevo chi fossero i suoi dirigenti». Quando il pm Luca Palamara ha fatto riferimento ad una intervista nel 2002, nella quale attaccava il sistema della Gea, Capello ha spiegato: «Dissi che c’era una situazione di predominio. Ma io mi sono sempre occupato di gestione sportiva».

IL PM: PROCESSATE CAPELLO E GIRAUDO PER RETICENZA - Ma la testimonianza di Capello non è stata ritenuta veritiera dal pm. La Procura di Roma ha deciso infatti procede nei confronti dell'allenatore dell'Inghilterra e dell'ex amministratore delegato della Juve Antonio Giraudo (che aveva testimoniato in precedenza) per il reato di falsa testimonianza. Alla fine dell'udienza odierna del processo Gea, il pm Luca Palamara, considerando reticenti le testimonianze fatte in nel dibattimento, ha chiesto infatti al tribunale la trasmissione dei verbali di udienza al fine di procedere.
Palamara ha detto al presidente del collegio di voler chiedere gli atti del verbale di udienza con particolare riferimento, per quanto riguarda Capello, al suo trincerarsi dietro «i non ricordo e non so» e, circa Giraudo, per «le difformità delle sue dichiarazioni in merito alle modalità di rinnovo del contratto dell'attaccante della Juventus David Trezeguet nel 2004» risultanti, per il pm, discordanti con quanto dichiarato dall'attaccante bianconero in una precedente udienza. Per Palamara si è assistito «ad un convitato di pietra fatto di reticenze. In questa sede chi è chiamato a testimoniare è obbligato a dire la verità per evitare che si facciano riferimento ai tam-tam e ai non ricordo». Nel chiedere la restituzione del verbale di udienza, Palamara ha fatto riferimento anche ad indagini che intende svolgere sulla parte delle dichiarazioni di Franco Baldini in cui si è fatto cenno ad altri procuratori sportivi che avrebbero esercitato pressioni sui calciatori per l'acquisizione delle procure.

corriere.it

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20 marzo 2008

il TAR di luciano

Dalla sentenza pubblicata oggi con cui il Tar del Lazio ha respinto tutti i ricorsi del signor Moggi Luciano
"(...) le intercettazioni raccolte sono certamente sufficienti a supportare l'intero impianto probatorio con la conseguenza che, ove pure ne fossero state aggiunte altre, la conclusione non muterebbe. L'interpretazione del significato delle intercettazioni coinvolgenti Moggi e' adeguatamente e logicamente motivata nelle decisioni degli organi federali e risulta compatibile con il senso comune e con i limiti di una plausibile opinabilita' di apprezzamento, secondo la formula ricorrente nella giurisprudenza penale. E' infine escluso che le intercettazioni sulle quali gli organi di giustizia sportiva si sono basati per comminare le sanzioni non siano idonee ad assurgere a prova dell' illecito contestato a Moggi (...)''

''(...) le sanzioni in questione per la loro natura assumono rilevanza anche al di fuori dell'ordinamento sportivo ove solo si considerino non soltanto i riflessi sul piano economico (il ricorrente potrebbe essere chiamato a rispondere, a titolo risarcitorio, sia alla Juventus, societa' quotata in Borsa, che ai singoli azionisti) ma anche e soprattutto il giudizio di disvalore che da detta sanzione discende sulla personalita' del soggetto in questione in tutti i rapporti sociali. Dunque, le impugnate sanzioni disciplinari sportive, in se' considerate, sono certo rilevanti per l'ordinamento sportivo, ma intingono altresi' su posizioni regolate dall'ordinamento generale, onde la relativa tutela spetta a questo giudice (...)''

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04 luglio 2007

LA NUOVA JUVENTUS

INTERVISTA a John Elkann

E la Juve? Molti tifosi non hanno mai digerito l'ammissione di colpa visto che nessun tribunale si è ancora pronunciato su Moggi e Giraudo. Nel frattempo il Milan ha potuto vincere la Champions League e sono spuntate accuse di falso in bilancio per l'Inter.

«Le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni. Ora siamo tornati in serie A con la coscienza a posto e soprattutto con una forte squadra, in campo e fuori».


Un bagno in serie B per riconquistare immagine?

«La B è stata durissima, era meglio evitarla e una stagione in Purgatorio non è piaciuta a nessuno. Aggiungo che ci è costata un sacco di soldi».


In A che modello di business adotterete? La Juve inseguirà sempre e comunque le spese degli altri?

«Credo in un modello sostenibile: il costo del lavoro non può essere l'80% del fatturato. Il Manchester United è al 55%. Si tratta quindi di sviluppare meglio i ricavi, in Italia si paga poco per il piacere del calcio, dobbiamo prezzarlo meglio. Non solo con i biglietti ma in tanti altri modi. Non è vero poi che spendendo tanti soldi si vincono tanti scudetti. L'Inter non è il miglior modello, lo sono invece il Manchester e il Lione. Faccio questi ragionamenti non per dire che avremo ambizioni limitate ma che faremo le cose seriamente. Se ci offrono Toni a un prezzo non correlato all' età del giocatore sappiamo dire no».


Ma le campagne acquisti di Moggi e Giraudo erano abili.

«Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così. Noi puntiamo ad avere un funzionamento sano dell'attività sportiva e nello stesso tempo a tornare in Champions League. Per l'ambizione e per rendere sostenibile il business».


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commento : intervista pienamente condivisibile, coraggiosa e sincera, da parte di uno dei pochi che può, salvare la juve dall'infamia in cui, dei vecchi dirigenti e affaristi la hanno portata.

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23 giugno 2007

FOCCIA TOSTA O FACCI DI ...

Moggi, distruggete intercettazioni ...

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - Ordinare la cancellazione delle intercettazioni di Moggi nell'ambito di Calciopoli. Lo chiede l'ex dg della Juve al Garante della Privacy. L'ex dirigente bianconero, in un ricorso all'Autorita' contro Rcs e il Gruppo L'Espresso, chiede di far distruggere i file di testo, video o audio riguardanti le intercettazioni telefoniche, "diffuse in palese violazione della normativa sulla Privacy". Al Garante Moggi si rivolge anche affinche' vieti la pubblicazione di altro materiale che lo riguardi.

... e si far distruggere le prove è una bella mossa per cercare di essere innocente, ma lo accontenteranno e comunque basterà ?

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15 aprile 2007

MOGGIOPOLI 2° tempo

(La Repubblica)
Juve-Milan, Bertini chiama Moggi: 42 telefonate per truccare la sfida

Dai tabulati ecco l'enorme numero di chiamate a 24 ore dal match (2004). Contatti anche con Fabiani. I pm Beatrice e Narducci: "Un risultato diverso da quello corretto".

Quarantadue telefonate per truccare Juventus-Milan. Il documento definitivo, quello che, secondo i pm, inchioda tutti è lungo una paginetta. Ma è devastante: è un tabulato sul quale sono riportati, analizzati e graficamente visualizzati i dati delle quarantadue chiamate che nelle ventiquattro ore precedenti al fischio di inizio della partita corsero sulle linee telefoniche svizzere in uso a Moggi, al suo collega e complice Fabiani, e all'arbitro Bertini. Quarantadue telefonate che, secondo i pm Beatrice e Narducci, determinarono "un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione (...) esito perseguito dal Bertini che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra di Moggi". Bertini parla al telefono con Moggi per 13 volte in 24 ore.
continua ...

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Moggiopoli for Africa

(Gazzetta dello Sport)
Facchetti jr querela Moggi: «Con i suoi soldi acqua in Africa»

Porterà avanti l'azione di papà Giacinto.

Aprire pozzi in Africa, per la gente povera, con i soldi di Luciano Moggi. E' il progetto di Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, e della sua famiglia. Spiega Gianfelice: «L'ultima cosa che ha fatto in vita sua mio padre è stato querelare Moggi che l'aveva accusato di aver firmato le fideiussioni false per la Reggina. Noi porteremo avanti la querela. Papà firmò la querela per diffamazione a luglio, a difesa della sua onorabilità e di quella dell'Inter. L'intenzione di papà era di impiegare il ricavato dalla causa per beneficenza, ma non ci ha indicato l'eventuale destinatario. Io, durante le riprese del film su Pantani, ho conosciuto un gruppo di ciclisti di Cesenatico, che vanno spesso in Africa, per pedalare, ma anche per aiutare, scavando pozzi d'acqua. I soldi andranno a loro. Aspettiamo il processo». Moggiopoli for Africa.
continua ...

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