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Blog di opinioni sull'INTER di TuttoInter.com

30 settembre 2007

CIAO CIAO ROMA



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17 settembre 2007

Basta dire PADOVAN

TUTTO DA LEGGERE E POI DECIDERE SE RIDERE, IGNORARLO O ...
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CONDANNA SENZA FINE

GIANCARLO PADOVAN
E’tornato lo scandalo. O, forse, non ci ha mai lasciati. Calciopoli,
altrimenti derubricata a Farsopoli, allunga il suo effetto
grotte­sco e stabilisce che la Juve deve pagare ancora. Anche se ha
già paga­to, anche se ha pagato più di tutti, anche se si ignora
perché dovrebbe continuare a pagare. Evidentemente non bastano i
due scudetti sot­tratti (di cui uno in forza di una suprema
ingiustizia), la retrocessione in serie B, la penalizzazione a meno
30, poi a meno 17 e infine a meno 9. Non basta la dissoluzione di
un’intera squadra e del principale cor­po di dirigenza,
l’estromissione dalla Champions (al contrario del Mi­lan) con
conseguente rischio di fallimento economico. Non basta aver
sopportato un campionato di serie B in cui l’espiazione, pur
mitigata dalla superiorità tecnica e da una qualità morale
altissima, è stata ri­tenuta il minimo. Non basta aver accettato
atteggiamenti arbitrali in­degni, come quello dello stesso Farina a
Genova, i soli tre rigori a fa­vore nel corso dell’intera stagione
(a fronte dei quattro contro) e no­nostante la Juve disponesse del
miglior attacco della B (il primo pe­nalty, tra l’altro, arrivò il
4 marzo, alla quinta di ritorno). Non basta più solo questo,
bisogna infierire. Adesso – e siamo appena alla terza di campionato
- si vuole davvero che la Juve si faccia giustiziare dagli sceriffi
mandati da Collina e, da lui, debitamente istruiti. L’amico di
Meani, al quale chiedeva aiuto per diventare designatore attraverso
Adriano Galliani, non ha certo bisogno di architettare una
strategia o di allestire complotti. Come bussola e metro di
giudizio gli sono suffi­cienti quattro parole in croce. Queste: nel
dubbio siate contro la Juve. Si era già visto a Cagliari, quando
Tagliavento fischiò tre rigori, uno dubbio, uno inventato e l’altro
giusto. Che a correggerlo, nel caso del secondo, abbia provveduto
l’onestà di un assistente, conferma trattarsi di eccezione.
PerTagliavento dovevano essere tre, non due, mentre sul terzo gol
di Chiellini, l’arbitro aveva comunque ignorato una visto­sissima
cintura ai danni di Legrottaglie. Quanto accaduto ieri, per
de­cisione del solito Farina, è l’ulteriore testimonianza che
l’arbitro pre­venuto non appartiene alla fantasia, ma è una
mestissima, avvilente realtà. Negare due rigori alla Juve, entrambi
inequivocabili, è impre­sa che rovescia i termini della sudditanza
psicologica: gli arbitri con­tinuano a praticarla a beneficio dei
grandi club (l’Inter a Empoli e, ie­ri, la Roma a Reggio Calabria),
mentre la trasferiscono a chiunque af­fronti i bianconeri. Può
darsi che, così facendo, alcuni tendano a mon­darsi da decenni di
sensi di colpa. Può darsi che Collina creda in que­sto modo di
rappresentare la sua molto presunta autonomia. Di certo si stanno
compiendo ingiustizie che altrove non sarebbero vissute con la
compostezza dell’attuale dirigenza e con la maturità costantemen­te
esibita dal popolo juventino. Davanti all’Udinese, a suo modo, è
sta­ta una giornata storica. Fino ad oggi, in nessun altro stadio
italiano, come avvenuto a Torino, un lanciatore di petardi era
stato scoperto in flagranza di reato, identificato, bloccato e
consegnato alle forze del­l’ordine con il concorso vocale di tutto
lo stadio che lo voleva «fuori». Atto di civiltà di cui andare
fieri perché lo pensavamo possibile solo oltre confine. Peccato che
tanta correttezza e collaborazione non ab­bia avuto in premio un
arbitraggio equo e al di sopra di ogni sospet­to, ma uno al di
sotto di ogni decenza.

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PETARDOMANE


ecco uno che non sapeva dove METTERSI un petardo ...
forse adesso lo ha capito

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05 settembre 2007

Tratti da Interisti

interistiorg.org

  • Ronaldo vola in Brasile per curarsi. Lì ci deve essere una sede distaccata di Milan Lab.
  • Esordio di Pato con gol di testa. Il lettore Kerpen: "Ci sono tutte le premesse"
    (come Oliveira)
  • Pato diventa maggiorenne. Per Mediaset il merito è di Milan Lab.

  • Diarra: "Italiani provocatori". Facciamo un patto di pace: noi smettiamo di provocare e voi smettete di avere le sorelle zoccole.

  • Del Piero: "Credo nello scudetto". Boccalone.

  • Moggi a Lourdes. La Madonna: "Mi spiace, io curo fino alla lebbra. Provi da mio figlio"

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04 settembre 2007

RECOBA


e alla fine se ne è andato, certo che sarà strano vederlo con un altra maglia
e magari giocare contro l'inter, del resto era una decisione logica.

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