UN PASSO INDIETRO
settore4cfila72posto35Uh, che brutta sensazione. Mi sono venute in mente le sconfitte con il Milan della scorsa stagione, in quelle partite in cui non succedeva niente di stravolgente, a volte ti sorprendevi a sbadigliare, non ti sentivi inferiore, ti appariva tutto sotto controllo, ma poi tiravi le somme e ti accorgevi che 1) avevano vinto gli altri, e 2) non c'era un cazzo da dire. Occhei, i gobbi hanno segnato due gol su punizione, ma noi cosa abbiamo fatto? Non è stata la partita che sognavo (quello forse era troppo), ma non è stata neppure la partita che immaginavo. Una partita cazzuta e ad armi pari, voglio dire, e senza compromessi. No, niente. Nel primo tempo non abbiamo combinato un cazzo, a parte un meraviglioso (ma incompiuto) duetto Adriano-Martins a frittata già fatta. Nel secondo tempo abbiamo ricalcato lo schema delle rimonte dell'anno passato: dentro quattro punte, a testa bassa negli ultimi venti minuti, e chi vivrà vedrà. Ma niente, non abbiamo dato un segno significativo di forza. Palermo era stata una partita sbagliata, ma questa di Torino è stata una prestazione, come dire, impotente. Con un bel po' di giocatori molto deludenti rispetto agli effetti speciali di appena sette giorni prima. La Juve è più forte, perlomeno adesso. A 32 partite dalla fine del campionato i bilanci sono prematuri per tutti, per noi e per loro. Ma la Juve - lo si sapeva anche prima di stasera - oggi è più forte. Stasera sarebbe stato importante dimostrare che il divario è poca cosa, e comunque colmabile, o addirittura opinabile. Non lo abbiamo fatto. Peccato. Ma dico "peccato" con una sfumatura di preoccupazione che francamente non mi aspettavo di provare. Prima o poi la Juve si fermerà. Il problema siamo noi, che adesso di pause non ce ne possiamo più concedere. Mica male questi verdetti, alla giornata numero sei. Sembra un anno fa, vero*?
*classifica della serie A Tim, sesta giornata, campionato 2004/2005: Juve 16, Inter 10.






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