LA PRAVDA
settore4cfila72posto35APPIANO GENTILE .- Dopo l’allenamento di questa mattina al centro sportivo "Angelo Moratti", Adriano ha parlato con Giacinto Facchetti. Al termine della conversazione, l’attaccante brasiliano ha raccontato: "Ho analizzato con il presidente il mio momento e gli ho ribadito la mia voglia di ritrovare la miglior condizione per poter dare all’Inter quello che, ultimamente, non sono riuscito a dare, complice anche il dolore alla spalla, che non è ancora completamente passato. Ma ora, senza scuse o alibi, devo concentrarmi sul lavoro, su quello che mi chiedono la Società, l’allenatore, i compagni e i tifosi. Poco tempo fa ho fatto una scelta precisa, ho rinnovato il contratto con l’Inter: qui voglio vincere e continuare a crescere, come uomo e come calciatore. Credo che possa capitare a tutti di attraversare un momento-no. Anche attraverso i richiami la Società mi ha dimostrato affetto e attenzione, lo ha fatto per il mio bene e per questo la ringrazio. All’Inter, attraverso il presidente, ho promesso di dimostrare, sul campo e non a parole, di voler superare le difficoltà con impegno e disponibilità nei confronti di Mancini e dei compagni".
Traduzione di Settore:
"Tre giorni fa sono arrivato con un'ora di ritardo a un allenamento, ieri a Genova ho fatto cagare: Facchetti è venuto ad Appiano Gentile e mi ha fatto un culo così. Poco tempo fa ho fatto una scelta precisa, ho rinnovato il contratto con l'Inter. Così guadagno una barca di soldi ed evito all'Inter l'inculata del paramento zero, che mi sembra già un bel gesto di riconoscenza. A Milano c'è figa, altrimenti sarei già da qualche altra parte, mica in questo postaccio pieno di argentini. A casa mia è quasi estate, diobono. Aggiungiamoci che il Brasile mi convoca anche per le amichevoli con Zanzibar e Andorra: insomma, mi sono rotto i coglioni di giocare a pallone a destra e a sinistra, eccheccazzo. Ho promesso al presidente di superare le difficoltà con impegno e disponibilità, anche nei confronti di quell'imbecille di Mancini e di quei coglioni dei miei compagni, compreso quell'infame di Veron. In realtà non me ne frega un cazzo, e poi mi fa male la spalla: del resto, cosa avrei dovuto far scrivere all'ufficio stampa, che ho riso in faccia a Facchetti?"






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